«Penso che il presidente della Repubblica del Brasile può fare poco quando il processo è giustamente in mano alla Corte Suprema Federale: devo aspettare la decisione della Corte per sapere se c’é qualcosa che il presidente della Repubblica può fare»

 

cesare  battisti«Penso che il presidente della Repubblica del Brasile può fare poco quando il processo è giustamente in mano alla Corte Suprema Federale: devo aspettare la decisione della Corte per sapere se c’é qualcosa che il presidente della Repubblica può fare».

E’ quanto ha detto il presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, rispondendo ad una domanda sul casoCesare Battisti nel corso di una conferenza stampa con Nicolas Sarkozy a Parigi. Cesare Battisti ha intanto iniziato uno “sciopero della fame totale” per impedire la sua estradizione in Italia: lo ha annunciato lo stesso ex terrorista rosso in una lettera aperta al presidente brasiliano Lula, che sarà a Roma per partecipare al vertice internazionale della Fao.

Nel messaggio a Lula, Battisti (54 anni) sottolinea il suo diritto di essere riconosciuto come rifugiato politico in Brasile. Il testo, di due pagine, si chiude con una frase rivolta direttamente al presidente: «Consegno la mia vita nelle mani di Sua eccellenza e del popolo brasiliano».

Lo sciopero della fame di Battisti giunge in coincidenza della partenza per Roma di Lula, che lunedì incontrerà in un pranzo di lavoro il premier Silvio Berlusconi, colloquio nel quale – ha precisato un portavoce di Lula – «non è escluso» che si parli anche del caso Battisti.

Sulla richiesta di estradizione dell’ex terrorista presentata tempo fa dall’Italia si pronuncerà mercoledì il presidente del Supremo Tribunal Federal brasiliano, Gilmar Mendes, dopo l’udienza di giovedì scorso, nella quale quattro giudici hanno votato per l’estradizione e quattro contro.

Prima di partire per Parigi, dove si tratterrà qualche ora per poi recarsi a Roma, Lula ha evitato di pronunciarsi sul caso Battisti, ricordando che l’Alta Corte deve ancora emettere il verdetto sul ‘dossier estradizione’. Dopo tale sentenza, a dare l’ultima parola sul caso sarà proprio il capo dello Stato brasiliano.