San Paolo (Brasile). Il Brasile, i suoi porti, le sue piattaforme logistiche, come il distretto cinese di Tianjin: una gigantesca corsia preferenziale da e per il porto di Genova. Il progetto, sostenuto dal vice ministro dello Sviluppo economico con delega al commercio estero, Adolfo Urso, è stato presentato ieri al ministro dell’Economia brasiliano, Guido Mantega. «L’idea - spiega Urso al Secolo XIX- è di riproporre qui in Sud America l’accordo che Genova ha firmato a Tianjin. In Cina, nei mesi scorsi, abbiamo raggiunto un’intesa quadriennale per facilitare la cooperazione fra le due dogane. Un progetto pilota che potremmo rilanciare in Brasile, un Paese importantissimo per i trasporti marittimi da e per il Mediterraneo».

La proposta del vice ministro italiano, con ogni probabilità, sarà discussa nelle prime settimane del 2010, quando i governi di Roma e Brasilia sottoscriveranno (almeno, questo è l’obiettivo) un protocollo bilaterale per lo sviluppo dei traffici commerciali. Per il momento Brasile è parso piuttosto cauto su questo fronte.

Mantega, replicando alla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che auspicava un ripensamento da parte brasiliana sulla politica dei dazi, è stato molto chiaro: «La nostra moneta è sopravvalutata del 23 per cento rispetto all’euro. Questo compensa abbondantemente i nostri dazi».